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Guido Visconti divenne feudatario di Massino nel XII secolo: il castello risulta essere quindi il primo fortilizio del casato. Nonostante l'edificio sia stato fortificato a più
riprese, ha avuto per lo più funzione di residenza di campagna per i nobili milanesi soprattutto grazie alla sua splendida posizione panoramica. Nel 1358 Galeazzo Visconti, durante la guerra con il Marchese del Monferrato riuscito a penetrare in territorio novarese, fece demolire il castello. La costruzione che si può ammirare oggi è il risultato di ricostruzioni cinquecentesche (alcune pietre recano le date 1548 e 1555) su un'area adiacente a quella originariamente destinata al castello, ma più bassa. Sul lato del castello rivolto verso la chiesa si possono ammirare una torre
molto rimaneggiata e le mura interrotte da un portale recante lo stemma dei Visconti. Dietro al muro, a destra, un altro edificio ricavato forse da una torre angolare. La torre centrale (mastio) è l'unico edificio dell'insieme ad avere una robusta struttura difensiva, al piano terra si trova una cella e all'esterno una cisterna coperta. Attraverso il portone di un fabbricato addossato al mastio si passa nel "cortiletto dei signori" intorno a cui si affacciano edifici del XVII-XVIII sec. Vicino al cortile si può ammirare un piccolo balcone, rivolto verso il paese, da cui i Visconti erano soliti parlare agli abitanti del villaggio.
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