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Le isole
di Brissago sono due: l'Isola Grande e l'Isolino. La prima, per via della sua
chiesuola viene chiamata anche San Pancrazio, la seconda Sant'Appollinare.
Nel 1885 entrambe vennero chiamate Isole Saint Leger, dal
nome dei nuovi proprietari.
La Baronessa Antonietta ricavò sull'isola grande un palazzo in stile
neoclassico ed un magnifico
parco ricco di rare piante esotiche. Dopo alterne vicende nel novembre 1949
venne sottoscritto un accordo per effetto del quale le isole assumono il nome di
Isole di Brissago ed il parco quello di "Parco Botanico del Cantone Ticino". Si
distingue dagli altri parchi botanici svizzeri e dei paesi confinanti per la presenza
di un numero considerevole di piante esotiche di provenienza subtropicale che
vengono coltivate all'aperto. Esse sono ripartite nel Parco secondo criteri
geobotanici; sono state cioè create delle associazioni vegetali secondo la
provenienza delle piante. In tal modo viene offerto al visitatore l'impressione
di trovarsi tra gli Eucalipti dell'Australia con le specie tipiche della regione, o
tra gli arbusti della macchia mediterranea. Le associazioni più importanti e più
complete sono quelle della macchia mediterranea con l'erica arborea, lo smilace,
il pistacchio, il carrubo, il cisto bianco, il rosmarino, il corbezzolo, la fillorea ecc.
Le specie tipiche di questa associazione sono contraddistinte dalla presenza di
foglie piccole o coriacee contenenti olii eterei che evaporando durante le ore
più calde del giorno abbassano la temperatura degli organi vegetali. Associati alla macchia
mediterranea vediamo anche il mandorlo, l'albero del Padrenostro, i cui semi
vengono adoperati per la fabbricazione delle corone del rosario. Altre specie
conviventi con quelle menzionate sono le erbe aromatiche come il timo,
l'issopo, la melissa, la lavanda, l'erba ruta, la salvia ecc.
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Parco Botanico delle isole di Brissago
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