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Si
trova nella zona nord ovest di Sesto, in località San Vincenzo. Dichiarato
monumento naturale nazionale e tutelato perciò dalla legge, il masso risale
al quaternario, quando, durante le glaciazioni, venne trasportato nelle
vicinanze del lago. In epoca primitiva sulla sua roccia vennero scavate delle
piccole conche, atte ad ospitare oli odorosi impiegati per officiare i culti
antichi. Data la sua origine antica, il Sass de Preja Buia ha stimolato la
fantasia popolare, che ha prodotto diverse leggende. La più conosciuta
racconta che un tempo Giove decise di punire Venere e un pescatore del lago,
rei di essersi abbandonati ad un amore appassionato. Il pescatore venne
tramutato in un drago che scatenò la sua ira sputando fuoco e fiamme sul
territorio circostante. La popolazione si diede alla fuga per sottrarsi al
pericolo, ma molti perirono. Tra questi vi era la moglie del pescatore, che,
stanca e stremata, cadde nel bosco e morì cercando di fare da scudo con il
suo corpo ai due figlioli che erano con lei. Per incantesimo venne trasformata
in una grande chioccia di pietra che proteggeva i propri piccoli. Da allora il
masso, nonostante le intemperie, sta a testimoniare l'amore materno.
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