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Sorge
nel punto più alto del promontorio della Castagnola,
all'interno di un grande parco, delimitato a sud dalla piccola
chiesa di San Remigio, eretta nel XII sec. in stile romanico e a
nord dai giardini di Villa Taranto. La villa risale al tardo Ottocento
e fu concepita in un'ottica di fusione tra architettura e natura che
rispecchiava gli ideali e le aspirazioni dei proprietari: la pittrice irlandese
Sofia Browne e il poeta e musicista napoletano Silvio Della Valle di
Casanova. I due, influenzati dal clima culturale romantico della fine del
XIX secolo, vollero ricreare l'ambiente delle grandi ville italiane
rinascimentali e barocche. Tra il 1903 e il 1905 venne costruita
la villa, come la si può vedere ancora oggi, trasformando e ampliando
uno chalet preesistente, fatto erigere dalla famiglia Browne nel 1863.
L'edificio ha una pianta articolata: la parte centrale è sede del grande
salone a cui si accede da entrambe le facciate, attraverso scale esterne.
Le sale più importanti sono quella d'armi e quella della musica; attorno
al salone principale sono ubicate invece la saletta gotica e lo studio
umanistico. Pregevoli sono alcuni elementi dell'arredo interno
giunti
fino ai giorni nostri: portali, cornici, camini e soffitti lignei. Le facciate
sono in stile barocco lombardo come evidenziato dalle rilevanti
dimensioni del cornicione e dalle finestre sormontate da timpani
triangolari e curvilinei. Attorno ai lati nord-est e a sud-est della villa si
trova una balconata da cui si gode un'impareggiabile veduta sul lago e
che nella parte sottostante, è sostenuta da una galleria in roccia con
portici, che serve anche da giardino d'inverno. Tra gli altri edifici, immersi
nello splendido parco, che formano il complesso di Villa San Remigio
vanno citati: lo "studio d'arte", costruito nel 1896 in stile
medievaleggiante, le scuderie, la portineria in stile settecentesco e la
cappella di famiglia, costruita sulla scogliera nel 1898. Ospiti illustri della
villa furono, tra gli altri, Gabriele D'Annunzio e il pittore futurista Umberto
Boccioni, i cui ultimi quadri ritraggono proprio i paesaggi del lago.
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